Nelle applicazioni industriali si sente dire che la catena si è “mollata”, che poi per definizione significa che si è allungata. In realtà le maglie sono di acciaio e l’acciaio non si comporta come un elastico. Ma allora da cosa è causato questo “allungamento”? La causa è l’usura per attrito tra il perno e la bussola. Solitamente in un contesto industriale si considera “finita” una catena che si allunga oltre il 2-3% del valore nominale. Oltre questa soglia il passo della catena non coincide più con il profilo dei denti dell’ingranaggio.
Le strategie tecniche riguardano prima di tutto la metallurgia, la durezza superficiale dei componenti interni. Parliamo di trattamenti termochimici, rivestimenti per creare superfici più dure, trattamenti shot peeling particolari, utilizzo di bussole in metallo sinterizzato, sistemi di lubrificazione particolari:

Produttori di alta gamma (come noi siamo), prima della vendita sottopongono la catena a un carico superiore a quello di esercizio.
Di solito il 30-50% del carico di rottura. Questa procedura “stira” i componenti facendoli aderire perfettamente eliminando la “fase di assestamento” iniziale a garanzia di maggiore stabilità dimensionale.

Ma anche la gestione progettuale può contenere il fenomeno dell’allungamento. Come?

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